Tessera PD n° A820608 – racconto breve –

tessera-pd-2014Allo scoccare della mezzanotte la villa, immersa nel cuore della Brianza, era da poco tornata silenziosa. Gli ospiti, dopo la cena e i convenevoli di rito, si erano congedati, lasciando il padrone di casa finalmente libero di assaporare il trionfo in solitudine.

I bagliori provenienti dal camino si riflettevano sulle pareti rivestite di legno scuro dello studio e illuminavano con lampi fugaci i lineamenti dell’uomo seduto alla grande scrivania posta al centro della stanza. Alcuni documenti, lasciati sul piano rivestito in pelle, recavano in calce le firme che erano all’origine della serata appena conclusa. Quei pochi fogli rappresentavano il coronamento di una vita scandita da innumerevoli successi e condotta con spregiudicata ambizione da un uomo che, grazie al talento e alla forza di volontà era riuscito nell’impresa di segnare un’epoca. I momenti più difficili e controversi della storia spesso sono stati caratterizzati dall’irruzione sulla scena di personalità uniche e geniali capaci da sole di segnare il corso degli eventi per i decenni a venire.

Agli albori dell’Impero Romano, c’era stato Annibale e mai Roma sarebbe diventata tanto grande senza il terrore provato nel fronteggiare il terribile nemico africano. In Francia, dopo gli sconvolgimenti della rivoluzione francese, Napoleone aveva plasmato con la sua opera un intero continente. Figure di questa statura, succedutesi nel corso della storia, nel bene o nel male, avevano contrassegnato la propria epoca e quelle successive. L’uomo seduto dietro la scrivania era consapevole di essere una di quelle figure. Si era fatto da sé, prima come imprenditore e poi come politico, irrompendo sulla scena quando un’intera classe di governo veniva travolta dagli scandali e dalla collera popolare.

Da quel giorno, contro ogni previsione e a dispetto dell’atteggiamento sprezzante dei suoi detrattori, aveva sbaragliato il campo degli avversari politici. Questo non sarebbe bastato però a renderlo immortale nel ricordo e nel vissuto delle generazioni future. Di leader politici ne nascono in continuazione ma sono tutti destinati all’oblio non appena all’orizzonte si delinea la figura di un nuovo astro nascente. La sua grandezza invece consisteva nell’essere riuscito a stravolgere i valori di riferimento di un’intera generazione e avere imposto due nuovi modelli di vita con cui misurarsi: l’esistenza commerciale e la visibilità mediatica.

L’esistenza commerciale, ovvero la necessità di sentirsi realizzati in misura dei beni materiali posseduti, divenne la misura del valore dell’individuo e della sua autostima. La visibilità mediatica, intesa come il bisogno di doversi distinguere dalla massa, al di la del merito e dell’indole di ciascuno, aveva fomentato l’individualismo e la competizione, e indotto le persone a trascurare la solidarietà, la tolleranza e l’onestà pur di uscire dall’anonimato.  Né la religione né l’ideologia politica poterono correggere la direzione presa in quegli anni dall’etica e dalla morale del cittadino. Chi aveva osato avversare questo processo non si era accorto di essere rimasto vittima della stessa strategia, e di avere abbracciato, più o meno inconsapevolmente, gli stessi valori. Ecco perché quella sera era così importante nella vita dell’uomo seduto alla scrivania, davanti al camino acceso, nel silenzio della sua villa in Brianza. Il partito dei lavoratori e delle classi più indifese, il partito che sosteneva i principi di uguaglianza, solidarietà e giustizia, aveva finito per accogliere proprio lui tra le sue fila. Per quegli ideali i suoi fondatori avevano lottato e sofferto, avevano affrontato la prigione e anche la morte e mai avrebbero immaginato i loro eredi rinnegare quegli stessi valori per abbracciarne altri di natura diametralmente opposta.

Per il vecchio Leader vedere rispecchiati i suoi ideali e le sue idee, nella mente e nei cuori dei suoi avversari di un tempo, costituiva la vittoria più grande. Il capo di quel partito, giovane e spregiudicato, aveva presenziato alla cerimonia della firma e ora gli appariva come il figlio ribelle che, divenuto adulto, abbandona gli ideali di gioventù e accetta in pieno la responsabilità di condurre l’Azienda di famiglia e occupare il posto a lui destinato al fianco del padre. Quel giorno, concluso con la consegna della tessera n°A820608, suggellava il lavoro di una vita intera e gli dava la certezza che la sua opera non sarebbe mai stata dimenticata negli anni a venire.

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